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Titolo: VERGANI e le donne fatali

Autore: non firmato (Lorenzo Gigli)

Data: 1939-08-23

Identificatore: 1939_231

Testo: VERGANI
e le donne fatali
Orio Vergani, Premio Viareggio dell’anno XVII, sta curando, per la Casa editrice di Aldo Garzanti, la pubblicazione di un libro originalissimo: il Dizionario delle donne fatali. Gli domandiamo:
— Quando hai cominciato a far collezione di donne fatali?
— Ho cominciato fin da ragazzo — risponde Vergani — quando, in una gita a Venezia, un vecchio zio, che era stato suo amico, mi mostrò il tavolino del Florian dove il dottor Pagello prendeva, sessant’anni prima, il caffè con George Sand. Poi, più tardi, le donne fatali m’hanno, volta a volta, divertito e commosso, da Elena alla contessa di Castiglione, da Aspasia a Isadora Duncan. La storia loro è, spesso, la storia del mondo: e le severe enciclopedie le dimenticano, solo perchè non hanno combattuto guerre di cui nessuno si ricorda più, o perchè non hanno scritto poemi che nessuno legge più.
— Quante saranno le tue fatalone?
— Il mio schedario comprende circa duemila donne fatali: fatali agli altri, o, molte volte, a se stesse. E non sono che una piccola schiera di quelle che, facendo gioire o disperare gli uomini, hanno contribuito a far andare avanti il mondo. Non tutte e duemila, naturalmente, avranno un posto nel dizionario, che, per il suo tono antienciclopedico, dà, di ogni donna, più che una nota informativa, una specie di ritratto, o, se più ti piace, la storia di un carattere. Saranno, in ogni modo, circa mille, le elette in questa specie di giudizio di Paride, che non tiene conto tanto della bellezza quanto degli eventi che una bellezza ha creato.
— Con quali criteri hai proceduto?
— Io non sono uno storico. Aspiro al titolo, se mai, di esperto di caratteri femminili. E nella scelta mi aiuta una specie di commissione. Ho voluto che il dizionario, che conterrà alcune centinaia di racconti, ritratti, saggi e biografie, costituisca anche un buon saggio, notevole non solamente per i lettori d’oggi, della buona letteratura del ’900. E per questo il dizionario è «scritto », ed ogni pagina dev’essere una buona pagina di prosa.
— Chi sono i tuoi collaboratori?
— Eccoti qualche nome. Riccardo Bacchelli, per cominciare, scriverà la vera storia della Monaca di Monza; Piero Gadda, per le donne francesi del Settecento; Eugenio Gara, per narrare le vicende d’amore delle maggiori cantatrici del Settecento e dell’Ottocento; Emilio Radius, per un gruppo di romane e di greche, che formano lo sfondo classico; Raffaele Calzini, per le veneziane e le milanesi; Titta Rosa, per le donne del Leopardi; Bruno Fallaci per le ispiratrici dei quattro grandi poeti nostri; Leonardo Borgese per le donne fatali della pittura; Anseimo Bucci, per le amate dai pittori dell’Ottocento; Giulio Caprin per le donne del Risorgimento; Mario Buzzichini, per le donne inglesi dell’Ottocento; Guido Pio-vene per le ispiratrici della tragedia greca; Giuseppe Ravegnani per le donne fatali degli Estensi; Luigi Barzini per le protagoniste dei romanzi d’amore dell’America; e poi Marise Ferro e Maria Borgese, Renzo Segala, Ettore Allodoli, Domenico Bartoli, Giannetto Bongiovanni e altri. E ci sarà una rivelazione: quella di Achille Campanile studioso di Dante e biografo di Francesca da Rimini. Aggiungi, per il libro, una cinquantina di litografie romantiche, e duecento ritratti dei maggiori pittori e scultori. L’opera, di più di mille pagine, sarà pronta per l’inverno.
Autocaricatura di Orio Vergani

File: PDF, TESTO

Collezione: Diorama 23.08.39

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Citazione: non firmato (Lorenzo Gigli), “VERGANI e le donne fatali,” Diorama Letterario, ultimo accesso il 15 giugno 2024, https://www.dioramagdp.unito.it/items/show/2648.