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Titolo: NOTIZIE

Autore: non firmato (Lorenzo Gigli)

Data: 1939-07-19

Identificatore: 1939_208

Testo: NOTIZIE
* Nei cataloghi d’una libreria antiquaria abbiamo trovato pochi giorni or sono gli otto volumi della traduzione del Libro dei Re, il poema epico del persiano Firdusi, vissuto intorno al Mille, che costò diciotto anni di fatiche a Italo Pizzi, professore di letterature orientali nella Università di Torino, traduttore dell’Avesta di Zoroastro e di altri testi dell’antico Oriente, autore d’una Storia della Letteratura Persiana, ecc. Il Pizzi va ricordato come un tipico esempio di disinteressato amore agli studi, ai quali dedicò tutta la vita. La traduzione del Libro dei Re, monumento della poesia persiana, resta il suo titolo maggiore. Dovette pubblicarla con mezzi di fortuna, e l’opera uscì in otto grossi volumi a Torino dal 1886 al 1888. Il Pizzi racconta nella prefazione che, giunto a metà del lavoro ed essendosi accorto di aver sbagliato metodo, ebbe il coraggio di distruggere il già fatto e di ricominciare da capo. Giuseppe Verdi del quale il Pizzi era amico (ha lasciato sul Maestro un vivace libro di ricordi) quando seppe la cosa gli disse: « Avete fatto benissimo. È necessario saper anche disfare ».
* In uno scritto pubblicato nella Rinascita, rivista del Centro nazionale di Studi sul Rinascimento, Vincenzo Chiaroni espone le ragioni per cui il Poliziano chiese ed ottenne di essere sepolto in San Marco a Firenze, dove le sue ossa sono rimaste nonostante la richiesta di Montepulciano nel 1875 perchè fossero consegnate al Comune d’origine. Il Chiaroni si augura che i resti del poeta vengano trasferiti in un altro punto della chiesa fiorentina per ivi erigergli un monumento degno di lui.
* Un importante saggio di letteratura tedesca è quello di Luigi Besozzi nell’ultimo fascicolo di Convivium: vi si studia l’opera giovanile del poeta viennese Hugo von Hofmannsthal, il poemetto drammatico Gestern col quale l’Hofmannsthal esordi diciassettenne nel 1891: il poemetto, insieme con la rappresentazione e la critica della vita degli artisti decadenti, contiene in germe gli elementi essenziali del futuro mondo poetico dell’autore. Pure in Convivium è da segnalare uno scritto di Amos Parducci sui motivi italiani nel romanzo picaresco spagnolo.
* In autunno Mondadori pubblicherà Presento il mio Ticino di Giuseppe Zoppi, interpretazione lirica del Canton Ticino, delle sue bellezze e delle sue glorie. Di Giuseppe Zoppi è stato recentemente tradotto in tedesco il Libro dell’Alpe.
* Dello scrittore norvegese Knut Hamsun, premio Nobel, autore di Pan e d’altre opere note anche in Italia, esce nella « Medusa » il romanzo Il cerchio si chiude, storia di uno di quegli eterni « sperduti nel mondo » che popolano l’opera narrativa di Hamsun.
* Sono stati pubblicati recentemente: Carnets intimes del poeta Albert Samain. Essi contengono pagine di diario del 1887, note e riflessioni del medesimo anno, una serie di recensioni e critiche date dal Samain a una rivista tra il 1892 e il 1896, un gruppo di note diverse dal 1892 al ’99, e la risposta ad una inchiesta letteraria sull'evoluzione della poesia lirica nel secolo XIX.
* Un saggio sulla letteratura religiosa nel Trecento pubblica Vittore Branca nella rivista La nuova Italia esaminando particolarmente i Fioretti francescani e l’opera letteraria di Santa Caterina da Siena, la quale è, come disse il De Sanctis, un codice d’amore della Cristianità: amore sentito con sereno senso sociale, profondo, calmo, perchè non abbandonato alla sua irrazionalità ma basato sull’intelletto, come il vero amore cristiano.
* In un volume della collezione «Omnibus», Mondadori ha raccolto sei opere narrative di Alfredo Panzini, e precisamente La lanterna di Diogene, Viaggio di un povero letterato, La pulcella senza pulcellaggio, la Madonna di Mamà, Il mondo è rotondo e Il padrone sono me. Il volume s’intitola, appunto, Sei romanzi fra due secoli. Esso ebbe le cure dirette dell’autore durante i suoi ultimi mesi di vita; ma il Panzini mori prima di condurre a termine, come avrebbe voluto, la revisione dei testi che tuttavia riuscì a compiere per quattro di essi (la Lanterna, il Viaggio, la Pulcella e la Madonna): è revisione che non si limita a ritocchi formali e stilistici, ma spesso incide nel vivo della prosa con mutamenti di notevole entità. Gli ultimi due romanzi (Il mondo è rotondo e Il padrone sono me) riproducono solo con lievissime modificazioni le precedenti edizioni a stampa.
A. PANZINI
SEI
ROMANZI FRA DUE SECOLI
* Opere italiane tradotte all’estero: Vita di chirurgo di Andrea Malocchi in portoghese e in romeno; Senza ritorno di Almerico Ribera in tedesco; Isabella d’Este di Giannetto Bongiovanni in tedesco; Nessuno toma indietro di Alba de Cèspedes in polacco.
* Nella rivista La vita Italiana Piero Pellicano, sulla fede d’un articolo del giornalista Edmondson di Nuova York, denuncia la falsificazione recentemente perpetrata in America del pensiero di Mark Twain sugli ebrei. Il grande romanziere in uno scritto del 1898, riprodotto due anni dopo nel volume « The man that corrupted Haldeyburg », scriveva: « Noi conosciamo la storia del tempo dell’abbondanza e del tempo della carestia d’Egitto. Sappiamo che Giuseppe portò via fino all’ultimo centesimo il denaro dei cittadini; i suoi incassi ammontarono a somme equivalenti a centinaia di migliaia di dollari. Il disastro nazionale derivante dalla rapina di Giuseppe ancora oggi, a tremila anni di distanza, è visibile in Egitto». In queste pagine di Mark Twain c’è un preciso paragone tra le rapine degli ebrei di tremila anni fa e le rapine dell’internazionale ebraica del nostro tempo. E Mark Twain afferma inoltre che Giuseppe era uno schiavista, poi che non soltanto derubò i cittadini ma li fece tutti schiavi. Ma il brano citato venne completamente eliminato dalla ristampa (1928) del libro. Chi fu il falsificatore? Precisa l’Edmondson: fu l’editore con la complicità della figlia di Mark Twain, che sposò l’ebreo Gabrilowitsch.
* E poiché siamo su questo argomento, c’è da meravigliarsi che i giudei d’America non abbiano ancora falsificate o soppresse le coraggiose affermazioni razzistiche che si leggono nella biografia di Jack London dovuta a Charmian London, moglie del romanziere, dopo la morte di lui. Il London dunque scriveva in tema di difesa della razza: « Dio aborre 1 bastardi. In natura, non c’è posto per le razze miste. Consultate tutta la storia del mondo, nelle epoche passate, e vedrete che il mondo è sempre stato delle razze pure, e non ha mai appartenuto alle razze miste. I Greci morirono duemila anni fa, quando si imbastardirono. Il fatto che ci sia della gente che parla greco non basta per fare di questa gente dei veri Greci. I Greci furono forti finché si mantennero puri. Avevano potenza, cultura, valore, ingegno, individualità. Quando s’imbastardirono, mescolandosi con le razze conquistate, decaddero, e non hanno avuto più che una parte insignificante nella storia del mondo. Lo stesso si può dire dei Romani, dei Longobardi, ecc. Rileggete la Storia, e trovatemi una razza che abbia mantenuta la sua potenza di civiltà, di cultura, di potenza creatrice, dopo essersi imbastardita ».
* Nella collana « Studi di civiltà fascista » editi dall’Istituto Nazionale di cultura fascista, è uscito un saggio di Arturo Marpicati su Dante e il Foscolo, esame diligente e illuminante delle energie spirituali della potenza di sentimento e dell’acume critico con cui il Foscolo si accostò al sommo poeta italiano, cominciando dagli anni giovanili. In un volume dal titolo Convito (Ed. Zanichelli) Giuseppe Lipparini ha raccolto dodici fra saggi e discorsi su temi di letteratura moderna; commemorazioni la maggior parte, tra cui quattro dedicate al Carducci; le altre rievocano con suadente eloquenza e sicura dottrina il Panzacchi, il Pascoli, l’Oriani, Gabriele d’Annunzio e Shelley. Un’altra pubblicazione di cultura è il volume nel quale Aldo Capasso (Ed. E. Degli Orfini) ha raccolto Tre saggi sulla poesia italiana del Rinascimento, e precisamente: L’apparizione di Angelica, o presentazione del Boiardo; raggruppamenti ideali delle opere di Lorenzo de’ Medici; piccoli romanzi nel grande romanzo del Furioso. Da registrare ancora in quest’ordine di pubblicazioni il volume (Ed. Einaudi) nel quale Franco Antonicelli raccoglie un gruppo di saggi variamente sparsi di Tommaso Parodi su Giosuè Carducci e la letteratura della nuova Italia. Il Parodi, critico di larga dottrina e di geniali vedute, morì giovane nel 1914 e di lui restava una raccolta postuma di studi intitolata Poesia e Letteratura; a questa s’affianca ora il volume messo insieme dall’Antonicelli con scritti del Parodi apparsi in riviste del tempo come la Cultura e la Voce, che egli fa precedere da una opportuna introduzione che rivaluta il Parodi nel quadro della cultura contemporanea. Il volume parodiano si compone d’un ampio studio sulla poesia del Carducci e di quattro altri scritti, uno dei quali dedicato alle liriche di Sergio Corazzini.

File: PDF, TESTO

Collezione: Diorama 19.07.39

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Citazione: non firmato (Lorenzo Gigli), “NOTIZIE,” Diorama Letterario, ultimo accesso il 24 luglio 2024, https://www.dioramagdp.unito.it/items/show/2625.