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Titolo: Bollettino delle controsanzioni: liberazione definitiva

Autore: Umberto Notari

Data: 1936-01-14

Identificatore: 1936_26

Testo: Bollettino delle controsanzioni
Liberazione definitiva
La situazione creata dall’assedio economico impone agli industriali ed ai commercianti italiani un obbiettivo preciso e. indeclinabile: la conquista totalitaria e durevole del mercato interno.
Stanno bene le buone intenzioni, stanno bene le belle parole, stanno bene i patriottici ordini del giorno; ma occorre qualche cosa di più.
Si sono deplorati più volte da queste colonne l’esterofilia, l’eso tismo, lo snobismo dei consumatori, l’insana predilezione per il prodotto straniero, il danno inferto con tale predilezione al lavoro, all’industria, all’economia italiana.
Non credano, tuttavia, i nostri industriali e commercianti di essere immuni da colpe e da responsabilità nella formazione di un male da tutti deprecato e che l’attuale tempo sanzionista mette violentemente a nudo in Tutta la sua profondità e con tutti i suoi pericoli.
Uno dei principali addebiti lo rilevava in questi giorni anche un grande giornale romano — sta nella ignoranza nella quale fabbricanti e negozianti lasciano il consumatore.
Che in Italia si sappiano fabbricare prodotti eccellenti di ogni ordine e natura sì presume e si ammette.
Ma chi è in grado di dire quali siano questi prodotti, chi li produca e dove si comprino?
Eppure la ricerca si accentua, la domanda è insistente; mai nel campo dei consumatori è esistito simile clima caldo di italianità; si respinge deliberatamente la produzione straniera; si vuole ad ogni costo il prodotto italiano.
Ma a trovarlo si diventa matti: si gira di negozio in negozio, si spiega, si insiste, si discute, si letica, si perde un tempo prezioso, con una pazienza infinita e una abnegazione non di rado sprecata.
Non parlo dei generi di prima necessità che fluiscono ovunque con regolarità e abbondanza; parlo della sterminata congerie dei prodotti sussidiari: da un ago ad una spazzola, da una maglia a una pentola, da una valigia a uno strumento musicale, da una grattugia a un cavaturaccioli, ecc. ecc.
Parlo soprattutto dei prodotti superiori rivolti al consumo delle classi medie e più abbienti che sono le più « esterofile »; che stanno al margine di una salutare conversione e che di fronte a tante difficoltà di ricerca, a noi intransigenti domenicani del prodotto italiano, rivolgono un sorriso compassionevole.
È una situazione che deve finire.
È una crosta che va sfondata.
Bisogna far sapere ai consumatori quello che i produttori producono e quello che i commercianti vendono.
Per far sapere le cose alla gente esiste un mezzo pronto, risolutivo, formidabile: la propaganda.
Ci sono i giornali, ci sono i cataloghi, ci sono i commessi viaggiatori.
Un’azione specifica feconda di risultati immediati potrebbe essere la seguente.
Ogni Federazione industriale — categoria per categoria — rediga l’elenco dei prodotti fabbricati dai propri federati, indicando a fianco di ogni prodotto il nome e l’indirizzo del fabbricante.
Siano tali elenchi stampati a centinaia di migliaia di copie e inviati a ogni dettagliante di quella medesima categoria e a chiunque altro privato cittadino possa farne richiesta.
Un accordo fra le due grandi Confederazioni interessate può rendere attuabile quest’azione in due mesi.
In due mesi — si dirà — l’assedio può finire.
Ma l'Italia non deve soltanto trionfare del « transitorio ».
Occorre la liberazione economica definitiva.
Umberto Notari.

File: PDF, TESTO

Collezione: Diorama 14.01.36

Citazione: Umberto Notari, “Bollettino delle controsanzioni: liberazione definitiva,” Diorama Letterario, ultimo accesso il 24 luglio 2024, https://www.dioramagdp.unito.it/items/show/2242.